22 novembre

Realtà aumentata: l'aula immersiva per un viaggio nell'arte del sacro

La pandemia ha costretto i musei a chiudere, ad interrompere tutte le attività lavorative e ricreative. L’immagine simbolo, descritta da alcuni come una vera e propria opera d’arte, è stata quella di Papa Francesco che incedeva solo in una Piazza San Pietro deserta. In questi mesi la vita è cambiata per tutti e le diseguaglianze sono risultate più evidenti rispetto al passato in un Paese sempre più diviso. Rimane Il dolore per i tanti cari defunti, la paura e soprattutto la diffidenza dell’altro, una stanchezza interiore ma anche una voglia di ricominciare in un mondo che è cambiato e non ritornerà mai più come prima. Che cosa succederà? Come sarà il mondo? Cosa succederà alle idee, alle immagini e alle storie delle persone? Come sarà l’arte POST-COVID19? L’intento del nuovo progetto del nostro Museo di realizzare una sala immersiva, grazie al contributo di Fondazione Cariplo, è mostrare l’indissolubilità del legame tra l’uomo e l’arte, sussistente sin dalle origini, per indagarne ciò che rende questo rapporto autentico. In cosa consiste? Nel portare alle singole persone e famiglie un percorso virtuale in realtà aumentata, dove il Museo Diocesano si unisce al proprio territorio, e in particolare alle chiese cittadine, attraverso una narrazione multimediale, per far rivivere personaggi mediante voci, suoni, immagini di opere d’arte, video e grafiche, invitando ad esplorare la Città e il territorio. La realtà aumentata, sostituendosi all’allestimento odierno, offrirà ai visitatori la possibilità di interagire con le opere d’arte sacra, così che diventi un’esperienza di visita immersiva, accessibile dal proprio smartphone, tablet, computer.


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