I Quattro Santi Incoronati - Museo Diocesano
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I Quattro Santi Incoronati

Autore: Pietro Avogadro (Brescia 1667-1737) Olio su tela  -  281x292 cm Provenienza: Brescia, Chiesa di San Giuseppe  - 

Il dipinto di Pietro Avogadro si trovava nel terzo altare di sinistra della chiesa di San Giuseppe. Fu commissionato dal paratico dei tagliapietre, o scalpellini, dei quali i Quattro Santi Coronati erano patroni.

Curiosamente, le guide artistiche di Francesco Maccarinelli e Giovanni Battista Carboni riportano che la pala fu spostata nella sagrestia della chiesa. Solo nei primi anni del Novecento fu riposta nel suo altare d’origine.

Tuttavia, la riscoperta nel 1920 di un ciclo di affreschi di Floriano Ferramola costrinse un nuovo spostamento dell’opera nel presbiterio della chiesa. Fu solo negli anni Novanta ch’essa confluì definitivamente nella collezione del Museo Diocesano di Brescia.

Pietro Avogadro rappresenta il momento in cui l’imperatore Diocleziano incarica i quattro santi di costruire una statua per il dio Eusculapio. Al loro rifiuto in quanto cristiani, l’imperatore avrebbe poi ordinato il loro martirio.

I quattro santi scalpellini sono in primo piano, intenti a scolpire alcune parti di una colonna di marmo. L’imperatore, in secondo piano a sinistra, è circondato da soldati e dignitari e sta cercando di farsi ascoltare. In alto a destra, quattro angeli scendono dal cielo recando palme e corone di alloro: sono il simbolo del loro martirio.

Pietro Avogadro costruisce la scena in un taglio diagonale e ravvicinato che rende i personaggi più monumentali. La classicità delle figure e la rigidità dei panneggi denotano il debito verso Pompeo Ghitti, col quale il pittore collaborò negli affreschi della chiesa di Sant’Agata a Brescia.

Questi elementi vengono però stemperati da un interesse verso il colorismo veneto tipico delle opere tarde di Pietro Avogadro. Lo si riscontra infatti nella Morte di Anania e la Resurrezione di Tabita dipinti per la cappella di San Pietro nella stessa chiesa.

Don Andrea Morosini, nel 1961, datò l’esecuzione dei Quattro Santi Coronati nel 1716. È in quello stesso anno in cui il paratico dei calzolai ottenne in concessione il terzo altare della navata sinistra.

In assenza di documenti più precisi, si può ipotizzare come data l’arco di tempo tra altre due opere di Pietro Avogadro per la stessa chiesa: il Martirio dei Santi Crispino e Crispiniano (1706) l’Adorazione dei Magi (entro il 1720).

Author: Pietro Avogadro (Brescia 1667-1737) Oil on canvas  -  281x292 cm Provenienza: Brescia, Chiesa di San Giuseppe  - 

Pietro Avogadro painted this canvas for the third altar on the left of the church of St. Joseph. His committee was the “Paratico dei Tagliapietre,” or stonecutters, of which the Four Crowned Saints were patrons.

Nevertheless, the artistic guides of Francesco Maccarinelli and Giovan Battista Carboni mentioned that the painting had been moved into the church’s sacristy. In the early years of the 20th century, it was placed again in its original altar.

Still, in 1920, a cycle of frescoes by Floriano Ferramola was rediscovered. For this reason, the canvas was moved to the presbytery and, finally, in the 1990s, to the Museo Diocesano of Brescia.

The scene depicts the moment Diocletian tries to entrust the Four Crowned Saints to build a statue of Asclepius. Since they refused because of their Christian fate, the emperor ordered them to be martyrized.

Pietro Avogadro represents the four stonecutters in the foreground, intent on carving some parts of a marble column. In the background on the left, surrounded by soldiers and dignitaries, the emperor tries in vain to be heard. At the canvas’ top right, four angels descend from heaven bearing palms and laurel wreaths. These are the symbols of the martyrdom the four saints are about to suffer.

Pietro Avogadro uses a diagonal and very close cut in the scene to enlarge the monumentality of the characters. Their classic postures and the rigidity of draperies denote his debt towards Pompeo Ghitti, whom he collaborated with in the frescoes for the church of St. Agatha in Brescia.

Thus, this rigidity is diluted with a deep interest in the colors of Venetian painting, typical of other of Pietro Avogadro’s later works. We see these bright colors in the Death of Anania, and the Resurrection of Thabita realized for the St. Peter’s chapel in the same Church of St. Joseph

In 1961, don Andrea Morosini dated this painting to 1716. In the same year, the “Paratico dei Tagliapietre” obtained the concession for the third altar in the left aisle of the church.

However, in the absence of more precise documents, it could be assumed, as the date of execution, the period elapsing between the Martyrdom of the Saints Crispin and Crispinian (1706) and the Adoration of the Magi (until 1720) realized by Pietro Avogadro for the same church.I

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