De Vita Christiana di Bonizone da Sutri - Museo Diocesano
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De Vita Christiana di Bonizone da Sutri

Autore: Scuola bresciana (XII secolo) Manoscritto membranaceo  -  287x182 mm Provenienza: Brescia, Biblioteca Capitolare del Duomo  - 

Il manoscritto contiene il testo integrale del De Vita Christiana, una sorta di manuale pratico di vita cristiana e del suo sistema etico-dottrinale.

Fu scritto nell’XI secolo da Bonizone da Sutri (1050-1090), vescovo e giurista coinvolto nella Lotta per le Investiture tra l’imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII, di cui fu stretto alleato. I suoi scritti di natura religiosa, storica e dottrinale riscossero particolare successo per tutto il Medioevo.

Il De Vita Christiana venne citato per la prima volta nella collezione della Biblioteca Capitolare del Duomo di Brescia nell’Elenco Gradenigo compilato dal Padre Teatino Giovanni Gerolamo Gradenigo. Dovette pervenire a Brescia in epoca e modi imprecisati: nelle ultime pagine, alcune scritte poco leggibili in lettere gotiche testimoniano la sua originale appartenenza ad una certa Bibliotheca de Corradi.

Rimasto nella Biblioteca Capitolare anche in epoca napoleonica, giace in buono stato di conservazione grazie al restauro operato negli anni Ottanta.

Il programma ornamentale, vergato in minuscola carolina italiana, è accurato ed elegante. Vi si trovano minuziose lettere miniate zoomorfe e fitomorfe all’inizio di ognuno dei dieci libri dell’opera. Sono costruite da raffinati intrecci dal disegno accurato e dalla tenue colorazione in inchiostri gialli, verdi e rossi.

Tra i capilettera zoomorfi spicca il drago che compone l’asta obliqua della lettera Q al c. 93r. L’animale è rappresentato con un’accentuata torsione delle carni che ne sottolinea l’aspetto minaccioso e delineato con fragili tratti di inchiostri ocra, verdi e rossi.

Una delle miniature più interessanti sia dal punto di vista stilistico che per gli stretti legami con il contenuto del testo, è l’illustrazione a piena pagina della Crux Parentelae, ornata da motivi vegetali verdi, ocra e vermiglie.

L’immagine è inserita all’interno del discorso di Bonizone sul matrimonio. Rappresenta uno schema sui vari legami di consanguineità che potevano costituire impedimento per le nozze ed è caratterizzata da un disegno nitido e accurato. La croce termina al piede con intrecci vegetali solidi e ben composti.

Il De Vita Christiana si ascrive ad un ignoto miniatore di scuola bresciana del XII secolo, aggiornato sulle tendenze artistiche sia locali che padane riscontrabili anche in altri codici provenienti sia dal monastero di San Faustino che della stessa Biblioteca Capitolare.

Author: Scuola bresciana (XII secolo) Parchment  -  287x182 mm Provenienza: Brescia, Biblioteca Capitolare del Duomo  - 

The manuscript’s text is De Vita Christiana (About the Christian Life), a practical manual of Christian life and Christianism’s ethical-doctrinal system.

It was written in the 11th century by Bonizone from Sutri (1050 – 1090), a Medieval bishop and legal expert who lined up with pope Gregorius VII in the Investiture Controversy against the Holy Roman Emperor Henry IV.

Bonizone’s religious, historical, and doctrinal books were top-rated throughout the Middle Ages.

In his inventory compiled in 1755, the Theatine Giovanni Gerolamo Gradenigo quoted for the first time the presence of this book inside the collection of the Chapter Library of Brescia’s Cathedral. There it remained even under the Napoleonic Era.

It is unknown when or how the book arrived in the library. Still, a few unreadable gothic letters on the last pages testify that the codex was part of a certain Bibliotheca de Corradi (Library of Corradi’s).

The manuscript lies in good condition thanks to the restoration of the 1980s. Its particular and elegant ornamental program in Carolingian minuscule script consists of zoomorphic and phytomorph miniated letters at the beginning of each of the ten books of the work. All the letters are accurately drawn with refined twines and colored with pale yellow, green, and red inks.

Among the initial zoomorphic letters, there’s the dragon of letter Q at c. 93r, coming out from the oblique shaft of the consonant. Its minacious aspect is remarked by an emphasized twist of meats and soft strokes of ochre, green and red inks.

Yet, one of the most exciting miniatures from a stylistic point of view, and for its close links with the contest of the text, is the full-page drawing of the Crux Parentelae made by green, ochre, and vermilion vegetable motifs.

The cross, inserted inside Bonizone’s discourse about marriage like a scheme on the various inbreeding bonds impending marriage. It is defined with a very nitid and accurate drawing ending in the bottom part with solid and well-composed vegetable twists.

For that reason, the De Vita Christiana is assigned to an unknown miniaturist of a local 12th-century school, well-updated to the artistic tendencies both from Lombardy both from the Po Valley – detectable in other manuscripts from the monastery of St. Faustin but also from the same Chapter Library.

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