Mariegola di Collio - Museo Diocesano
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Mariegola di Collio

Autore: Bottega di Floriano Ferramola  -  275x178 mm Provenienza: Memmo di Collio, Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate  - 

La Mariegola di Collio, datata 25 marzo 1523, fu commissionata dalla Confraternita dei Santi Antonio Abate, Faustino e Giovita di Memmo, frazione di Collio Valtrompia.

Contiene il testo degli Statuti regolanti i vari obblighi e doveri dei confratelli per la vita devozionale della comunità.

Don Paolo Guerrini nel 1936 menzionò per la prima volta la Mariegola di Collio all’interno della chiesa parrocchiale di Memmo. Negli anni Sessanta, il codice fu trasferito nella  Biblioteca Queriniana di Brescia.

Fu poi spostata all’Archivio parrocchiale di Memmo e quindi nella sagrestia della chiesa, prima di trovare la sua sede definitiva nella collezione del Museo Diocesano di Brescia.

La decorazione miniata della Mariegola giace in buono stato di conservazione. È costituita da due scene a pagina intera, un iniziale calligrafica e i capilettera miniati delle varie rubriche degli Statuti.

Nella sua analisi tecnico-stilistica del 1964, Gaetano Panazza evidenziò la straordinarietà decorativa della Mariegola.

Le due pagine iniziali miniate sono la testimonianza delle profonde interazioni tra pittura e miniatura nell’ambiente artistico bresciano tra Quattrocento e Cinquecento. La decorazione è divisa in due settori e incorniciata da due fregi realizzati a foglia d’oro su sfondo azzurro.

Il primo foglio presenta una Crocifissione nel riquadro superiore e i Santi Sebastiano e Rocco in quello inferiore. Le scene sono incorniciate da un fregio di candelabri realizzati a foglia d’oro su sfondo azzurro e con i simboli dei Quattro Evangelisti.

Il secondo foglio presenta i Santi Antonio Abate, Faustino e Giovita nella parte superiore e le Tentazioni di Sant’Antonio in quella inferiore. I riquadri sono incorniciati da un fregio a candelabre e panoplie con le figure dei Dottori della Chiesa.

Tutte e quattro le scene sono ambientate in un paesaggio montuoso, con l’aggiunta della città turrita di Gerusalemme nella scena della Crocifissione. Viene delineato uno spazio preciso, descritto con potenza fantastica e nei minimi dettagli grazie alla luce tersa e calda che rende palpabile l’atmosfera e sfuma i contorni.

Le figure sono ritratte con vivo naturalismo in pose e gesti spontanei e partecipi. La loro solida volumetria è efficacemente resa dagli ampi panneggi delle vesti, lumeggiate con finissimi strati di foglia d’oro.

Gaetano Panazza individuò in queste miniature il cromatismo e il pacato gusto compositivo degli affreschi di Santa Maria in Solario realizzati da Floriano Ferramola, allievo di Vincenzo Foppa.

Si notano tuttavia evidenti influssi dell’arte nordica e dell’allora emergente Gerolamo Romanino nei tratti patetici e grotteschi degli sgherri nelle Tentazioni di San Gerolamo.

Author: Bottega di Floriano Ferramola  -  275x178 mm Provenienza: Memmo di Collio, Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate  - 

The Mariegola of Collio, dated March 25th, 1523, was commissioned by the Confraternity of the Saints Anthony the Hermit, Faustinus, and Jovita of Memmo, a hamlet of Collio Valtrompia.

It contains the vernacular text of the Statutes enlisting the various obligations and duties of the confreres for the devotional life of the little community.

The manuscript was mentioned for the first time in 1936 by Paolo Guerrini inside the parish church of the hamlet. It remained until it was transferred inside the Biblioteca Queriniana of Brescia in the 1960s.

Then it was moved inside the Parish Archive of Memmo and then again into the sacristy of the church before being collected permanently inside the Museo Diocesano of Brescia.

Its illuminated decoration is in good condition. It consists of two full-page miniatures, an initial calligraphic letter, and the illuminated initials of the various sections of the Statutes.

Gaetano Panazza, in 1964, in its technical-stylistic analysis, highlighted the extraordinary decorative nature of the Mariegola.

The two initial illuminated pages are the most important testimony of the profound interactions between painting and miniature in the artistic environment of Brescia between the 15th and 16th centuries. They are divided into two sectors and framed by two friezes of gold leaf on a blue background.

The first sheet features a Crucifixion in the upper panel and Saints Sebastian and Rocco in the lower one. They are framed by a frieze of gold leaf candelabra on a blue background, with the symbols of the Four Evangelists in the corner panels.

The second sheet presents the Saints Anthony the Great, Faustinus, and Jovita in the upper part and the Temptations of St. Anthony in the lower. A frieze frames them with candelabra and panoplies with the Doctors of the Church figures in the corners.

All four scenes are set in a mountainous landscape, with the addition of the turreted city of Jerusalem in the scene of the Crucifixion. The space is outlined and described with extraordinary power and in most minor details thanks to the clear and warm light that makes the atmosphere palpable and blurs the edges.

The figures are portrayed with lively naturalism in spontaneous and participatory poses and gestures. Their volumes are effectively rendered by the large drapery of the colored robes, highlighted with beautiful layers of gold leaf.

Gaetano Panazza identified in these two miniature masterpieces the strong chromatism and the mild compositional taste of the frescoes of Santa Maria in Solario made by Floriano Ferramola, a pupil of Vincenzo Foppa.

Yet, he also recognized evident influences of Nordic art and Gerolamo Romanino, especially in the pathetic and grotesque traits of the minions in the episode of the “Temptations of St. Jerome.”

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