Annunciazione di Maria - Museo Diocesano
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Annunciazione di Maria

Autore: Anonimo Tempera su tavola  -  Provenienza: Museo Diocesano di Brescia  - 

Le due tavole formano un unico racconto tratto dal Vangelo di Luca: l’Annunciazione a Maria da parte dell’Arcangelo Gabriele.

È uno dei soggetti più antichi e rappresentati nella storia dell’arte: compariva già nel III secolo nelle catacombe di Priscilla a Roma.

La festa liturgica dell’Annunciazione fu introdotta il secolo successivo e fissata al 25 marzo. È la festa della gioia, che traspare dalle parole dell’arcangelo: «Tu concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e lo chiamerai Gesù».

Gli unici due protagonisti dell’episodio sono rappresentati separatamente. Gabriele è nella tavola sinistra e reca nella mano un giglio, simbolo di purezza.

Maria compare in quella di destra mentre accoglie rispettosamente l’annuncio dell’angelo, perché ne ha riconosciuto la natura divina. È vestita di un manto rosso, riferimento al Protovangelo di Giacomo dove si narra che, al momento dell’Annunciazione, Maria stesse filando la porpora per il velo del Tempio.

Le pose, i gesti e gli sguardi dei due personaggi sono molto discreti e misurati, a sottolineare la solennità e l’importanza del momento. La gioia viene espressa dai colori: l’oro delle aureole e l’azzurro dello sfondo, tipicamente usato nelle icone russe del XVIII secolo.

Nel programma teologico dell’iconostasi, il tema dell’Annunciazione di Maria era destinato alle porte regali poste al centro del tramezzo.

Tali porte rappresentano il passaggio tra il mondo terreno dei fedeli e quello ultraterreno simboleggiato dall’altare. Le potevano attraversare soltanto i celebranti, durante la liturgia.

Per questo motivo, al tema dell’Annunciazione si associavano spesso altre tavole con gli Evangelisti, i Profeti e l’episodio dell’Ultima Cena. Grazie a questo attento programma, il fedele poteva rivivere il Mistero dell’Incarnazione di Cristo e partecipare alla Liturgia. È chiaro dunque che queste due tavole dell’Annunciazione di Maria facessero parte di una porta regale di una qualche iconostasi.

Author: Anonimo Tempera on wooden panel  -  Provenienza: Museo Diocesano di Brescia  - 

The two tables form a single story taken from the Gospel of Luke: the Annunciation to Mary by the Archangel Gabriel.

It is one of the oldest and most represented subjects in art history: it already appeared in the III century in the catacombs of Priscilla in Rome.

The liturgical feast of the Annunciation was introduced in the following century and set for 25 March. It is the celebration of joy, which shines through in the words of the archangel: ‹‹You will conceive in the womb and bear a son, and you will name him Jesus››.

The only two protagonists of the episode are represented separately. Gabriel is on the left table and holds a lily in his hand, symbolizing purity.

Mary appears in the one on the right as she respectfully welcomes the angel’s announcement because she has recognized its divine nature. She is dressed in a red mantle, a reference to the Protoevangelium of James, where it is said that, at the moment of the Annunciation, Mary was spinning the purple for the veil of the Temple.

The poses, gestures, and looks of the two characters are very discreet and measured to underline the solemnity and importance of the moment. The joy is expressed by the colors: the gold of the halos and the blue of the background, typically used in 18th-century Russian icons.

In the theological program of iconostasis, the theme of the Annunciation of Mary was intended for the royal doors placed in the center of the partition.

These doors represent the passage between the earthly world of the faithful and the otherworldly one symbolized by the altar. Only celebrants could cross them during the Liturgy.

For this reason, other tables with the Evangelists, the Prophets, and the episode of the Last Supper were often associated with the theme of the Annunciation. Thanks to this careful program, the faithful could relive the Mystery of the Incarnation of Christ and participate in the Liturgy.

Therefore, these two tables of the Annunciation of Mary were part of a royal door of some iconostasis.

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