Antifonario Ms. 4D - Museo Diocesano
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Antifonario Ms. 4D

Autore: Giovanni Pietro Birago (Milano tra il 1440 e il 1450-dopo il 1513) Membranaceo  -  566x400 mm Provenienza: Brescia, Biblioteca Capitolare del Duomo  - 

L’Antifonario ms. 4D proviene dalla Biblioteca Capitolare del Duomo Vecchio di Brescia. È uno dei diciotto corali commissionati tra il 1436 e il 1478 dal “Massarius Fabricae de Dom” Bartolomeo Offlaga, su patrocinio del Consiglio Comunale e del vescovo Domenico Dominici.

Caduti in disuso in seguito all’evoluzione e alla trasformazione della liturgia e della musica, rimasero nella Biblioteca nonostante il suo smembramento nel 1797 ad opera della Repubblica Cisalpina.

Su iniziativa di Paolo Guerrini, vennero depositati nella Pinacoteca Tosio-Martinengo di Brescia fino al 2018, quando furono esposti al Museo Diocesano di Brescia.

Questo Antifonario contiene le antifonie della liturgia diurna e notturna dalla Vigilia della Natività di San Giovanni Battista (23 giugno) alla Festa della Trasfigurazione del Signore (6 agosto).

Il testo è scritto in gotica corale italiana ad inchiostro nero su rubrica rossa. È distribuito su cinque righe alternate a cinque tetragrammi ad inchiostro rosso con notazione musicale quadrata realizzata ad inchiostro nero. Nei margini laterali compaiono dei rimandi o delle ripetizioni del testo posteriori di almeno due secoli.

L’ornamentazione dell’Antifonario è costituita da più di 600 lettere iniziali miniate dominate dai colori verde, azzurro, rosa, vermiglio e arancione, con lumeggiature bianche o dorate. Sono per lo più capilettera fitomorfi con foglie, fiori e frutti che si espandono fuori dal perimetro della lettera. In alcuni casi si intravedono putti, vasi, colonne o monete di gusto antiquario.

Delle altre iniziali, quattro sono istoriate, otto riportano lo stemma di Brescia, settantatré sono figurate e quattordici presentano animali come uccelli, pesci o draghi minacciosi che fuoriescono dai campi. Le restanti sono filigranate con inchiostri verde, nero e ocra.

Due lettere, la S della parola “Surge” e la L di “Lux” riportano la firma di Giovanni Pietro da Birago, riconosciuto già da Emma Calabi nel 1938 come autore di tutti e diciotto i corali.

Gli scenari delle iniziali istoriate e figurate sono descritti con particolare minuzia descrittiva. Un esempio si può trovare nella scena della Visitazione al c. 124r. Un loggiato di gusto classicheggiante si apre su un paesaggio collinare con di alberi filiformi, descritti con grande precisione prospettica ispirata a Vincenzo Foppa.

Gli ambienti interni sono caratterizzati da elementi classicheggianti come colonne, archi e rilievi riprodotti con fantasia e con tinte che cercano di imitare diverse materie.

I personaggi, solitari o calati in scene complesse, sono dotati di una propria individualità espressiva, come Il San Paolo del c. 96. Giovanni Pietro Birago lo descrive in una posa statica, accentuata dalle ampie lumeggiature in bianco, e mette in risalto le rughe sul volto.

Le varie espressioni vengono declinate in gesti calibrati ma risoluti che donano ulteriore spessore ai personaggi, come avviene nella scena della Natività di Maria al c. 284r. Qui, Giovanni Battista Birago si attarda ad esplorare le espressioni più diversificate, dalla stanchezza di Sant’Anna allo stupore delle ancelle.

Impressionante è anche la monumentalità della donna raffigurata di spalle mentre si china a porgere la neonata a Sant’Anna. L’artista accentua il suo movimento e la sua fisicità con un panneggio molto aderente, quasi bagnato.

Author: Giovanni Pietro Birago (Milano tra il 1440 e il 1450-dopo il 1513) Membraneous  -  566x400 mm Provenienza: Brescia, Biblioteca Capitolare del Duomo  - 

The Antifonario ms. 4D is one of the eighteen choral books from the Chapter Library of Brescia’s Old Cathedral, realized between 1463 and 1478 by the will of the “Massarius Fabricae de Dom” Bartolomeo Offlaga and under the patronage of Brescia’s Municipal Council and Bishop Domenico Dominici (1464-1478).

Fallen in disuse following the evolution and transformation of liturgy and music, they remained inside the Chapter Library despite its dismemberment in 1797 by the will of the Provisory Government of the Cisalpine Republic.

On the initiative of Paolo Guerrini, they were subsequently left in storage at the Pinacoteca Tosio-Martinengo of Brescia until 2018, when they were exhibited at the Museo Diocesano di Brescia in a new setting inside the hypogeal hall under the Conference Room.

The Antifonario ms. 4D contains the antiphonies of the day and night liturgy between the Vigil of the Nativity of St. John the Baptist (June 23rd) and the Feast of the Transfiguration of the Lord (August 6th).

The text is written in Italian coral gothic script in black ink on a red rubric, and it is distributed on five lines alternating with five tetragrams in red ink with square musical notations in black ink. However, in the lateral margins of some pages, there are references to repetitions of the later text of at least two centuries after.

The decoration of the manuscript consists of more than 600 illuminated letters dominated by green, blue, pink, vermillion, and orange, with white or gold highlights. As for the other initial letters, four are historiated, eight have Brescia’s civic coat of arms, seventy-three are figured, and fourteen are zoomorphic (with animals as birds, fishes, and menacing dragons that often emerge from the fields of the letters).

The remaining are watermarked with green, black, and other inks. Two letters, the S of the word “Surge” at 74v. and the L of the word “Lux” at 79r. – bear the signature of Giovanni Pietro da Birago, already recognized by Emma Calabi in 1938 as the author of all eighteen choral of the Chapter Library.

The internal and external scenarios of the historiated and figured initials are described with particular descriptive details. We can see an example in the scene of the Visitation at c. 124r, where a classical-style loggia opens onto a hilly landscape scattered with thread-like trees, described with excellent perspective precision – a probable derivation of the art of Vincenzo Foppa.

The interior scenes are characterized by classical elements such as columns, arches, and reliefs reproduced with imagination and colors that try to imitate the materials described.

The characters, depicted either alone or in very complex choral scenes, are nevertheless endowed with their expressive individuality, like the figure of St. Paul of c. 96, shown in a static pose and with a harsh physiognomy that highlights the wrinkles of the face, and with extensive white highlights on the clothes that accentuates its stillness.

Also, the figures’ expressiveness is declined in very calibrated but resolute gestures that give further depth to them, as we can see in the Birth of the Virgin scene at c. 284r.

Here, Giovanni Pietro da Birago lingers to explore the most diversified expressions, from the fatigue of St. Anne to the amazement of the handmaids and to the monumentality of the servant who is bending to offer the newborn Mary to her mother: she is depicted from behind, and its movement is accentuated by an exceptionally snug and almost wet drapery.

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