Pianeta di Magasa - Museo Diocesano
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Pianeta di Magasa

Autore: Manifattura francese (metà del XVIII secolo) Gros de Tour liserè broccato  -  97x90 cm Provenienza: Magasa, chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate  - 

Questa particolare pianeta proviene dalla chiesa parrocchiale di Magasa, paesino sito in Valvestino tra il Lago di Garda e il Lago d’Idro. Delle sue insegne correlate è rimasta soltanto la stola.

Nella costruzione del tessuto, un Gros de Tour su fondo di seta bianco con leggere sfumature azzurre, si riconosce una manifattura tipicamente francese.

La Pianeta di Magasa spicca fra le altre del Museo Diocesano di Brescia per la particolare vena fantastica dell’ornato, che si sviluppa in verticale con un andamento sinuoso.

È costituito da dei grossi fiori a forma di ombrello a colori alternati, rosa e viola, che si ripetono in orizzontale. Dagli stessi steli nascono altre foglioline e fiorellini che rendono più dinamica la composizione.

Le numerose trame broccate in sete bianche, gialle, verdi, scarlatte, rosa, viola, blu e marrone rendono ancora più preziosa questo pianeta.

Nonostante il gusto per l’esotico, il tessitore ha cercato di sfumare questi fiori con velate ombreggiature, per una maggior resa naturalistica.

La presenza del point rentré, i colori accesi dei fiori, la sottigliezza degli steli, il fondo chiaro e la soluzione tecnica suggeriscono una datazione di metà Settecento.

Author: Manifattura francese (metà del XVIII secolo) Gros de Tour liserè brocade  -  97x90 cm Provenienza: Magasa, chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate  - 

This particular chasuble comes from the main church of Magasa, a little hamlet in Valvestino located between Lake Garda and Lake Idro. The stole is its only surviving vestment.

We recognize a typical French manufacturer in the fabric construction, a Gros de Tour on a white silk background with fade bluish shades.

The Pianeta di Magasa stands out among the other chasubles in the Museo Diocesano di Brescia for its fantastic decoration, developed vertically with a sinuous trend.

Many big flowers in umbrella-shaped are repeated horizontally: they are alternately colored in pink and purple. Other leaflets and florets arise from the same stems, making the composition more dynamic.

The copious brocade weaves in white, yellow, green, scarlet, pink, purple, blu, and brown silk make the cloth even more valuable.

Besides his taste for exotic, the textile worker tried blending these flowers with veiled shadings to draw them more naturalistically.

The point rentré, the intense colors of the corollas, the thin stems, the light bottom, and the technical solution suggest the chasuble to be dated up to the half of the 18th century.

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